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Pagina 1 di 3 Il primo straniero della Bovalinese: Carlos SENIA * * * Campionato di Promozione Calabrese 1975-76: la Bovalinese ha operato nel calciomercato all’insegna del rinnovamento, cedendo veri e propri “pezzi da novanta”, come Doria, Siciliano, Grilletto, Pontieri, Sollazzo, Arona, Autelitano, molti fra i quali avevano preso parte alla splendida cavalcata di due anni prima, che aveva portato alla disputa della finale di Coppa Italia Dilettanti contro la Miranese, nella sfortunata trasferta di Montecatini. Ad allenare la squadra viene chiamato mister Catalano, un vero gentleman, che si assume il non facile compito di tenere alto il nome della Bovalinese (fino all’anno prima terza in classifica) con una squadra profondamente ringiovanita. Il campionato si presenta assai difficile, con una débacle clamorosa a Rende, dove addirittura la squadra perde 8-1 (con Nino Panarello, fratello maggiore dell’attuale mister, che para due rigori) ed il giorno seguente il giornalista della “Gazzetta del Sud” inizia il proprio articolo dedicando alla Bovalinese un leopardiano “da tanta altezza in così basso loco”. In effetti, poi, la squadra reagirà, raggiungendo una sofferta salvezza, in un anno difficile che vedrà retrocesse contemporaneamente sia il Locri che il Roccella, ma tra i rimedi che la società appresta “in corsa” c’è l’ingaggio di un centrocampista che - incredibilmente per quei tempi (le frontiere erano infatti chiuse)! – proviene dall’Argentina. Si tratta di Carlos Senia, il primo straniero a vestire la gloriosa maglia amaranto! Portato a Bovalino da Pino Spanò, in allenamento l’argentino incanta gli “aficionados” che seguono la squadra anche nella preparazione e che si mangiano con gli occhi lo statuario centrocampista, con i capelli lunghi ed una classe sopraffina. La società si mette subito all’opera per superare tutti gli ostacoli burocratici per vedere al più presto all’opera Carlos. Il tempo passa, e già è iniziato il girone di ritorno, con la squadra che lotta per mettersi al sicuro, in un convulso ed equilibrato campionato. E finalmente il tanto atteso momento dell’esordio arriva, ma Senia non è del tutto a suo agio in un campionato dove ogni partita è una lotta gladiatoria con squadre combattive. Il suo tasso di classe ed il suo passo sono nettamente di categorie superiori, e l’ambientamento in Promozione è davvero difficile. Ma alla fine Carlos riesce a dare il suo contributo, anche se i tifosi si aspettavano molto di più da lui a livello calcistico, mentre sul lato umano è davvero imbattibile per simpatia, cordialità e capacità di integrarsi alla perfezione in un ambiente del tutto estraneo alla sua cultura. A fine stagione, Carlos Senia lascia Bovalino per proseguire altrove la sua avventura calcistica. I vecchi tifosi ed i compagni di allora non lo hanno dimenticato, ma neanche lui dimentica Bovalino. Ed infatti, dopo ben 34 anni è lui stesso a rintracciare il sito ufficiale della sua vecchia squadra e ad inviare una mai, che inizia così: “Scusate se non scrivo bene in italiano… sono tanti anni…” chiedendo notizie dei suoi vecchi compagni. Lasciamo che sia lui stesso a ricordare la squadra: “Prima di tutto voglio ringraziare Pino Spanó che mi ha portato a giocare a Bovalino ed avere l'orgoglio di essere il primo argentino in giocare per la Bovalinese. Io mi trovavo in Italia di passaggio col mio padrino Vicente Tebbe (e lo zio di Pino Spanò) e cosi fui invitato a giocare a Bovalino”.
All’epoca il tesseramento di stranieri, essendo le frontiere chiuse, non era semplice: “C’è voluto molto tempo per esordire con la Bovalinese, perché io ero tesserato con il Quilmes AC, squadra che militava nella Serie B argentina, e mio fratello Alberto tutti i giorni doveva andare all'A.F.A (Federazione calcistica argentina, nda) per ottenere lo svincolo e l’autorizzazione di passare al Bovalino. Ricordo le lungaggini necessarie, con me che mi allenavo tutti i giorni senza potere giocare una partita ufficiale!”. Ecco il profilo tecnico della compagine amaranto di allora:“Era una squadra equilibrata con giocatori di forza come Futia e Porcella, giocatori che andavano avanti e indietro come
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